Spiccare il volo

Ciao a tutti, eccomi qui, è passato un po’ di tempo…ma dovendo lavorare per vivere (e non il contrario che sia ben chiaro!) , sono stata molto impegnata. Volevo condividere con voi un racconto che ho scritto per un conconrso letterario di Pozzuolo Martesana (paese limitrofo al mio). Questo racconto mi è valsa la seconda posizione in classifica! Ero davvero felice ed orgogliosa di me stessa. Era un periodo che non scrivevo più molto…l’ho scritto rapidamente e d’impulso. La tematica da rispettare era “spiaccare il volo”. questo è ciò che io ho creato, spero vi piaccia!

Uelli su tela

E’ una mattina grigia di Gennaio…fuori fa freddo, molto freddo… Il termometro sostiene ci siano -4 gradi…io non voglio credergli…davvero c’è vita a queste temperature? Eternamente freddolosa cerco di non pensarci troppo…

Sono di fretta, ho voluto dormire cinque minuti in più, sarà la pigrizia invernale…. Apro la porta per uscire di casa e ,nell’immensa distesa di campi che mi si cela davanti, uno stormo di uccelli neri si alza improvvisamente…mi fermo ad ammirare il dolce disegno che stanno creando nel cielo: sembra stiano disegnando una tela nel cielo nitido con il loro volteggiare in gruppo, con movimenti lenti, come se anche loro si fossero da poco svegliati e avessero bisogno dei loro tempi per affrontare il viaggio…chissà dove staranno andando…mi chiedo mentre ricomincio a camminare per dirigermi al lavoro. Con me c’è Matilde, la mia piccola nanetta di quatrro anni che guarda estasiata indicandoli e dicendomi “ mamma…uelli volano…uelli volano!!!!”

Salgo in macchina e ripenso allo stormo, chissà dove si sta dirigendo…come era arrivato davanti a casa mia? Mi ritrovo a esprimere le mie teorie sulla questione a Matilde:  magari hanno già attraversato mezza Italia alla ricerca di un clima più accogliente, magari stanno cercando di andare in Sardegna a fare un giretto a Cagliari o magari si aggirano sempre nei pressi della pianura padana aspettando le semine dei campi per rubare un po’ di cibo…

Matilde mi fa si con la testa e mi sembra che anche lei sia rimasta incantata da quel piccolo spettacolo che la natura ci ha offerto gratuitamente, senza farci pagare alcun biglietto, in quest’ordinaria mattina infrasettimanale.

Ad un certo punto Matilde mi dice “anche io voio volare come gli uelli di prima”…mi spiazza un’attimo…non ero pronta… temporeggio dicendole che una volta tornata dall’asilo avremmo disegnato sul cartoncino delle ali, cosi anche lei avrebbe volato.

La giornata lavorativa passa velocemente e quando recupero Matilde all’asilo la prima cosa che fa è farmi vedere un bel disegno con gli uccelli che volano. “ Io raccontato alla maestra dei uelli di etta mattina” mi dice tutta entusiasta.  Io mi ero già dimenticata, la frenesia del lavoro mi aveva assorbito cosi tanto da farmi già scordare la gioia mattutina ricevuta. La vera forza dei bambini è farti ricordare il bello, loro lo imprimono nella loro testolina e al momento giusto te la ripropongono. Mi strappa un sorrisone e le dico “Corriamo a casa a fare le tue ali”.  

Ci mettiamo all’opera e mentre siamo tutte prese con i pastelli Matilde mi dice che vuole le ali da farfalla, cosi dobbiamo ricominciare da capo. La vedo tutta concentrata, lavora sodo per ottenere ciò che vuole. Io mi sto divertendo un sacco e cosi preparo delle ali anche per me. Una volta completate le fissiamo sulla schiena con dello spago e iniziamo a “volare” per la casa. Corriamo in circolo e ridiamo un sacco, felici, felici, felici. Andiamo avanti per un tempo indeterminato, pensando di essere nel grande prato pieno di fiori davanti a casa in estate e volando di fiore in fiore, che nella realtà sono i pois del tappeto del salotto.

 Più guardo la mia bimba  volteggiare con quelle piccole ali di carta , più non posso che pensare al futuro, al suo in particolare. Prima o poi spiccherà davvero il volo e io dovrò lasciarla andare, farle fare il suo viaggio e semplicemente essere li a sua disposizione, nel caso servisse una piccola manutenzione allo spago che sostengono le ali, o avesse bisogno un fiore su cui sostare per qualche tempo. Spero di essere in grado di darle ogni strumento necessario per poter fare voli lunghissimi e interminabili.

Questo è quello che auguro alla mia bimba, di non perdere mai quel sorriso, di pensare che nella vita tutto è possibile se si vuole, anche volare…magari diventerà una pilota di aerei!

Matilde mi guarda e dice “ Io stanca adesso” e si appoggia sul divano tendendomi le braccia per essere presa tra le braccia. L’abbraccio forte e le dico “ Sei stata una bravissima farfalla colorata e vivace,hai dato il massimo proprio come quelle vere!”.  Si perchè io penso che le farfalle avendo la vita cosi breve diano sempre il loro massimo, che vivano alla grande per quel giorno, perchè la vita è bella, unica ed eccezionale e bisogna ricordarselo sempre. Ogni tanto siamo cosi distratti dai problemi “quelli inutili” da dimenticarcelo.

“Grazie mammina!” mi dice Matilde accoccolandosi tra le mie braccia. Ed è cosi che la mia piccola mi ha dato la sua ultima lezione di giornata.

La gratitudine è essenziale, ogni giorno.

Pubblicato da ciceinwondernerd

Ciao a Tutti!! sono Alice e sono una Nerd! Una Nerd multipla a dirla tutta :) Nerd di libri, serie Tv, film, cucina, orecchini e scarpe! Si perchè diciamocelo il termine Nerd è visto con accezione negativa il più delle volte...ma tutti noi siamo dei Nerd a modo nostro!

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